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Invecchiamento attivo e inclusione digitale: a Kaunas il forum internazionale del progetto Erasmus+

Di Enrico Porceddu - 5 min di lettura



Il Forum Internazionale sull’Invecchiamento Attivo, ospitato a Kaunas nell’ambito del progetto europeo “Invecchiamento Attivo nell’Era Digitale”, ha rappresentato un momento di confronto, apprendimento e rafforzamento della cooperazione tra professionisti provenienti da diversi contesti europei. L’incontro, coordinato dal partner lituano EPIONE in collaborazione con la clinica geriatrica di Kaunas, ha riunito circa venti operatori sanitari, professionisti dell’assistenza e specialisti del settore digitale, tutti direttamente coinvolti, a vario titolo, con il target progettuale over 65.

Tra i partecipanti erano presenti assistenti sanitari, medici geriatri, studenti universitari di medicina, proprietari e amministratori di strutture dedicate alla terza età, infermieri, fisioterapisti e professionisti del digitale specializzati nella progettazione di esperienze accessibili per persone over 65. Questa varietà di competenze ha reso il forum un’occasione particolarmente ricca: il dialogo tra chi lavora quotidianamente nella cura, chi studia l’invecchiamento dal punto di vista medico e chi progetta strumenti digitali ha permesso di osservare il tema dell’invecchiamento attivo da prospettive complementari.

La giornata si è articolata attraverso tre presentazioni, una per ciascun Paese coinvolto nel partenariato — Italia, Lituania e Lettonia — e una visita agli spazi e ai laboratori della clinica geriatrica di Kaunas. Il programma ha favorito non solo la condivisione di buone pratiche, ma anche un’esperienza diretta all’interno di un contesto sanitario avanzato, dove ricerca, cura e innovazione si incontrano nella presa in carico della persona anziana.

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Ad aprire il confronto sui contenuti scientifici e clinici è stata la dottoressa Jurgita Knašienė, geriatra e referente del contesto ospitante, con una presentazione dedicata al tema “Healthy and active ageing: mission possible?”. Il suo intervento ha proposto una visione dell’invecchiamento attivo che va oltre la semplice assenza di malattia: salute fisica, benessere psicologico, autonomia, relazioni sociali e senso di scopo sono elementi centrali per una vita lunga e qualitativamente significativa. La presentazione ha inoltre sottolineato l’importanza di un approccio integrato, in cui medicina, prevenzione, alimentazione, movimento, supporto psicologico, vita sociale e tecnologie lavorano insieme.

Particolare attenzione è stata dedicata anche al ruolo delle tecnologie nella geriatria contemporanea: strumenti di monitoraggio, sistemi di supporto alla diagnosi, telemedicina, soluzioni per la prevenzione delle cadute, ambienti multisensoriali, realtà virtuale e programmi di training digitale possono contribuire al benessere degli anziani, purché siano progettati con attenzione all’accessibilità, alla sicurezza e alla reale capacità d’uso da parte delle persone. La visita agli spazi della clinica geriatrica ha permesso ai partecipanti di vedere da vicino come questi principi possano tradursi in pratiche e ambienti concreti.

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La prospettiva lettone, presentata dal gruppo di MIHI Latvia, ha approfondito lo stato dell’invecchiamento attivo in Lettonia e alcune buone pratiche legate all’accessibilità, alla dignità e alla connessione sociale degli anziani. Al centro dell’intervento vi erano temi come il design universale, l’adattamento degli ambienti, gli ausili tecnici, i sistemi di monitoraggio intelligente, la comunicazione semplificata, le attività cognitive e la promozione di una vita quotidiana significativa. Attraverso casi studio come quello del centro sociale per anziani di Riga “Mežciems”, il gruppo lettone ha mostrato come l’inclusione non dipenda solo dalla presenza di tecnologie, ma dalla capacità di costruire contesti accoglienti, sicuri e rispettosi delle diverse condizioni fisiche, cognitive e relazionali delle persone anziane.

Per l’Italia, Enrico Porceddu, coordinatore del progetto e delle attività svolte a livello nazionale, ha presentato il percorso di ricerca realizzato nell’ambito di “Invecchiamento Attivo nell’Era Digitale”. L’intervento ha raccontato il passaggio “from research to practice”: ascoltare gli anziani e i professionisti, testare strumenti digitali nei Living Lab, favorire lo scambio internazionale e trasformare i risultati della ricerca in indicazioni concrete per la progettazione di esperienze più accessibili.

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Dai focus group e dai laboratori è emerso con chiarezza che il problema non è soltanto l’accesso ai dispositivi, ma la fiducia, la chiarezza e il significato sociale dell’esperienza digitale. Molti anziani utilizzano già strumenti come smartphone, app di messaggistica o servizi online, ma possono sentirsi scoraggiati da interfacce complesse, pulsanti piccoli, icone poco intuitive, pop-up, velocità eccessiva o paura di commettere errori. Allo stesso tempo, le attività ludiche e cooperative hanno mostrato un forte potenziale: giochi di memoria, puzzle, attività basate su immagini familiari o naturalistiche, esperienze condivise e compiti semplici ma gratificanti possono ridurre l’ansia, stimolare la curiosità e favorire la partecipazione.

Uno dei messaggi più forti emersi dal forum è che le persone anziane non possono essere considerate come un unico gruppo omogeneo. Età, mobilità, vista, abilità cognitive, esperienza digitale, motivazione e contesto sociale producono bisogni molto diversi. Per questo motivo, progettare per l’invecchiamento attivo significa progettare per la variabilità: interfacce adattabili, istruzioni chiare, possibilità di procedere con calma, supporto visibile, modalità cooperative e tecnologie che non sostituiscono la relazione umana, ma la rafforzano.

L’ampio pool di professioni rappresentate ha funzionato da vero catalizzatore per la discussione. Il confronto tra operatori sanitari, amministratori di strutture, professionisti del digitale e ricercatori ha reso evidente quanto l’inclusione digitale degli over 65 sia una sfida multidisciplinare. Non riguarda solo la tecnologia, né solo la cura: riguarda la possibilità di continuare a partecipare, comunicare, imparare, giocare, scegliere e sentirsi parte attiva della società.

Il forum di Kaunas ha quindi consolidato il percorso del progetto e ha aperto la strada alla sua fase conclusiva. A metà maggio si svolgerà infatti in Lettonia l’evento finale: l’Hackathon internazionale sull’Invecchiamento Attivo e le Competenze Digitali, coordinato da MIHI Latvia. L’iniziativa coinvolgerà professionisti del digitale e del comparto videoludico, chiamati a proporre soluzioni innovative dedicate al target over 65, partendo dai bisogni reali emersi durante le attività di ricerca, confronto e sperimentazione condotte nei Paesi partner.

“Invecchiamento Attivo nell’Era Digitale” è un progetto finanziato dall’Unione Europea nell’ambito del programma Erasmus+.

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